Il Conto Energia è l’incentivo statale che consente di ricevere una remunerazione in denaro derivante dall’energia elettrica prodotta dal proprio impianto fotovoltaico per un periodo di 20 anni. Il decreto Conto Energia stabilisce i criteri e le modalità per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici.
Questo schema d’incentivazione è diventato operativo in Italia in seguito alla pubblicazione del Decreto Ministeriale del 28 luglio 2005 dell’allora Ministero delle Attività Produttive (MAP), oggi Ministero dello Sviluppo Economico (MSE).Le speciali tariffe incentivanti del Conto Energia consentono di recuperare in pochi anni i costi relativi all’installazione di un impianto fotovoltaico; per questo motivo alcune banche italiane hanno previsto vantaggiose forme di finanziamento alle quali si può accedere, in diversi casi, senza alcuna forma di garanzia preventiva, ma semplicemente accendendo un mutuo le cui rate si possono calcolare sulla base del rendimento economico dell’impianto.
Progetto Energia vi supporterà nell’espletamento delle pratiche burocratiche inerenti al finanziamento e nel rapporto con la banca.Al Senato sono stati approvati quattro articoli aggiuntivi all’art.30 che introducono la riforma delle rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Il testo approvato in un quadro di difficoltà, numeriche e politiche, è un importante e positivo passo di una riforma lungamente attesa, anche per la difficile gestazione. Il dibattito era iniziato con un disegno di legge che puntava a recuperare i ritardi dell’Italia nell’attuazione del Protocollo di Kyoto che fu abbinato all’esame di un disegno di legge del Ministro Bersani. Per questo fu stralciata la riforma delle rinnovabili dal disegno di legge originario con cinque articoli presentati come emendamenti al Ddl Bersani. L’urgenza della riforma e il suo rilevante peso anche economico (l’aumento del prezzo del petrolio ha fatto salire rapidamente la bolletta energetica del Paese e i ritardi dell’Italia nella riduzione dei gas di serra hanno anche un rilevante costo economico) hanno contribuito alla decisione, sollecitata dalle Commissioni Ambiente e Industria del Senato e positivamente sostenuta anche dal Ministro Bersani, di inserire nel disegno di legge Finanziaria questa riforma. Il valore di riferimento incentivante viene assicurato per quindici anni, aggiornabile ogni tre anni, insieme ai coefficienti. Per il periodo 2007-2012 la quota d’obbligo di acquisto di rinnovabili, a carico dei produttori che impiegano fonti fossili secondo le modalità precedenti, viene alzata di 0,75 punti percentuali all’anno, rispetto agli attuali 0,35%. Il secondo articolo aggiuntivo introduce norme per facilitare la diffusione di fonti rinnovabili, semplificando le procedure autorizzative, in particolare per i piccoli impianti. Il terzo articolo aggiuntivo prevede norme per facilitare e assicurare la connessione degli impianti, l’acquisto e la trasmissione dell’elettricità da fonti rinnovabili. Il quarto articolo prevede una ripartizione fra le Regioni della quota minima di incremento delle rinnovabili e che le Regioni adeguino i loro piani e programmi a tali obiettivi. Nel caso di inadempienza regionale il Governo può provvedere con commissari ad acta. Con accordi di programma, infine, Governo e Regioni promuovono lo sviluppo delle imprese e delle attività per la produzione di impianti, apparecchi, interventi per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, avvalendosi in particolare delle risorse finanziarie del Quadro strategico nazionale per il periodo 2007-2013. Con poco clamore, ma se questa riforma diventerà legge con l’approvazione della Finanziaria, l’Italia si potrà rimettere al passo con i migliori Paesi europei nello sviluppo delle fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica.